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Classe 1974, inizia la sua carriera già negli anni ’90 come writer. Fil rouge della sua produzione è lo studio, quasi maniacale, del lettering che Joys evolve trasformando le lettere da semplici caratteri a texture. Intricati labirinti fatti di linee e colori che assumono una forte plasticità e vanno ben oltre la bidimensionalità. La sua continua ricerca spaziale si è estesa anche all’ambito scultoreo. Joys ha partecipato per la prima volta al festival Memorie Urbane e ci ha lasciato un pezzo unico nel suo genere. Sotto il caldo sole di agosto, l’artista padovano ha dipinto un vecchio cisternone d’acqua a Santi Cosma e Damiano, realizzando l’opera più alta del festival, ben 36 metri. Attraverso una precisa scala tonale, Joys ha potuto realizzare il suo lettering su uno spazio del tutto insolito caratterizzato quindi da una superficie cilindrica con un forte sviluppo verticale.

english

Born in 1974, he began his career in the ’90s as a writer. Leitmotif of his work is the study, almost obsessive, of the lettering, that Joys develops transforming letters from simple characters to textures. Intricate mazes made of lines and colors taking a strong plasticity and going far beyond the two-dimensionality. His ongoing space research extends to sculpture too. Joys participated for the first time to the festival Memorie Urbane and left us one piece of a kind. Under the hot sun of August, the Paduan artist painted an old water cistern in Santi Cosma e Damiano, realizing the highest work of the festival, far 36 meters. Through a precise tonal scale, Joys was able to realize his lettering on a completely unusual space characterized by a cylindrical surface with a strong vertical development.

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