APOLO TORRES – EMERGERE

ARCE – MEMORIE URBANE CON-TEMPORARY GALLERY   DAL 27-09 AL 08-11-2015

A CURA DI DAVIDE ROSSILLO

Apolo Torres, artista ventinovenne brasiliano, con le sue tele riesce a farci entrare in un universo dove realtà e immaginario coesistono, facendo cosi viaggiare lo spettatore oltre il conosciuto. L’acqua, elemento dominante nei primi lavori dello stesso, è quasi del tutto abbandonato: le persone, gli elementi inizialmente erano immersi nell’acqua come in un post diluvio. Oggi, il fondo, ovvero la texture dominante è una struttura non definita, una piattaforma, un vecchio muro da cui Emerge… una storia.

Il lavoro ad olio dei protagonisti, umani, naturali e non, ti catapultano nella realtà per i dettagli e la precisione del lavoro, la texture, il fondo fa da universo o meglio da contenitore delle storie raccontate, ad un primo sguardo sembra un muro consumato dal tempo, che nonostante non voglia prendere il sopravvento sulla storia, ne diventa parte imprescindibile e dominante. Osservando con attenzione ci si rende conto dell’enorme lavoro dell’artista, di una tecnica maturata e finalizzata con strati e strati di colori al fine di creare un fondo unico e fantastico, un muro in cui “immergersi” per poi far “Emergere” fiori, bambini, alberi.

Godetevi la prima personale europea dell’artista.

MARTHA COOPER – ART ON THE STREET – FOTOGRAFIE

GAETA – PINACOTECA DI ARTE CONTEMPORANEA GIOVANNI DA GAETA  DAL 17-03 AL 17-05 2015

A CURA DI DAVIDE ROSSILLO

Quattro sale dedicate alla più famosa fotografa internazionale di graffiti e street art, da quasi 40 anni sulla scena: Martha Cooper, che più di ogni altra persona ha visto nascere e crescere l’importante fenomeno dell’urbana art in tutte le sue forme, ma soprattutto ha avuto la prontezza di racchiuderlo in indimenticabili scatti fotografici. Memorie Urbane – street art festival, giunto alla quarta edizione con più di 100 interventi realizzati, ha deciso di regalare alla culla ormai della migliore street art internazionale, un ritorno alle origini attraverso le immagini della donna che ha saputo raccontare meglio di tutti l’esplosione colorata dell’arte “di tutti” in strada. Il progetto, fortemente voluto dal fondatore del festival Davide Rossillo, che si è occupato in prima persona della curatela della mostra, nasce dall’interesse della Cooper per questo territorio, da anni in meraviglioso fermento, e dall’amore di tutti gli addetti ai lavori nell’ambito “street” per gli scatti della fotografa americana. Un incontro che si trasforma in un racconto visuale, che si snoda nelle sale della Pinacoteca di arte contemporanea di Gaeta, partendo naturalmente dalla New York degli anni ’70, focolaio di quel movimento espressivo che ha travolto in breve tempo i principali paesi del mondo: il graffiti writing.

La mostra
Il percorso espositivo si articola in diversi ambienti, dedicati alla fotografia e al video. Nelle tre sale principali sarà possibile ricostruire una sorta di storia della Street Art, partendo dai graffiti delle origini per arrivare alle realtà contemporanee dei festival, che la Cooper non smette di seguire con interesse, come dimostra anche la sua partecipazione a Memorie Urbane 2015. I tre momenti, individuati all’interno delle scelte curatoriali, sono così articolati:

la prima sala parla delle origini del fenomeno dei graffiti, con la costruzione di un immaginario catturato nelle sue fasi primordiali proprio dalle immagini di Martha Cooper, che presto hanno fatto il giro del mondo. Protagonista è la New York degli anni ’70 e ’80 con le sue spinte underground e vitali, l’illegalità, la musica e la popolazione adolescente. Le scritte sui muri cominciano a diventare qualcosa di importante;

la seconda sala affronta invece la questione legata all’affermarsi dei primi writers definiti e riconosciuti come tali: Dondi,  Futura, Lee, Seen e alla comparsa di uno degli artisti considerati a tutti effetti il principale rappresentante del “graffitismo americano”: Keith Haring. Colto dalla macchina fotografica della Cooper nei sui esordi, viene documentato il suo lavoro murale ma anche il primo ingresso dei suoi graffiti nelle gallerie d’arte;

la terza sala è dedicata invece all’attualità, con la consacrazione della Street Art a livello internazionale, l’uscita dall’illegalità e lo sdoganamento del lavoro murale come intervento sulla città. Si assiste alla nascita e alla proliferazione dei festival in tutto il mondo, che consentono agli artisti di esprimersi relazionandosi in maniera costruttiva con le realtà urbana, e alla crescita di alcuni artisti che, con i loro pezzi sono protagonisti di aste milionarie.

Finalmente visibili in stampe di grande formato, le immagini di Martha Cooper saranno visibili in numero superiore in una proiezione su grande schermo all’interno della quarta sala, che sarà dedicata ad un approfondimento visuale che appassionerà gli amanti della fotografia di tutte le età. Quasi 40 anni di un racconto che diventa un vero e proprio documento storico da non perdere.

L’artista
Martha Cooper è la fotografa di riferimento della scena artistica underground newyorkese. Nata nel 1943 a Baltimora, dagli anni settanta ha documentato il lavoro e le opere dei protagonisti della street art internazionale. Figlia del proprietario di un negozio di fotografia di Baltimora, la storia di Martha Cooper con la fotografia è iniziata alla fine degli anni’40, quando il padre le regala la prima macchina fotografia e la porta con lui alla ricerca di immagini. Sessant’anni dopo, Martha Cooper è ancora alla ricerca di immagini, ma nel frattempo, molte opere dal suo archivio sono citate come informazioni e testimonianze cardini della nascita della cultura hip-hop e dei graffiti.

Nasce come fotografa stagista presso il National Geographic Magazine negli anni 60, negli anni ’70 approda come fotografa al New York Post. In quel periodo conosce il King “Dondi” che la introduce nel mondo dei graffiti. Le sue fotografie sono apparse nel National Geographic, nelle riviste Smithsonian e Natural History e in diverse decine di libri e riviste. Nel 1984 pubblica Subway Art, che arriva a vendere mezzo milione di copie e si afferma come un libro sacro per gli appassionati, aspiranti artisti e storici dell’arte di tutto il mondo.

Attualmente vive a Manhattan ed è direttore della fotografia del City Lore, il centro di New York della Urban Culture Folk ed espone nei musei del mondo intero le sue fotografie, continuando a scattarne tutt’ora nei maggiori festival.

Potete seguirla su instragram: @marthacoopergram

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Pichiavo

Fondi – Basement Project Room dal 07-03 al 26-04- 2016

PICHIAVO – ICONOMYTHOLOGY – Show

A CURA DI FRANK PICAZO E DAVIDE ROSSILLO

Derive storiche, odissee ancestrali“, comincia così la riflessione degli artisti Pichi (1977, vive e lavora a Londra) e Avo (1985, vive e lavora a Valencia) che per la loro prima volta artistica in Italia sono ospiti del festival Memorie Urbane, che incanta gli artisti di tutto il mondo con la sua location nella suggestiva Riviera d’Ulisse.

Grande succeso per la mostra personale degli artisti cheè stata ospitata negli spazi della Basement Project Room di Fondi che, anche per il 2015 è protagonista della linea espositiva del festival. Dopo aver ospitato, nella passata edizione la bi-personale di Millo ed Etnik, quest’anno è stato la volta della mostra URBAN ICONOMITHOLOGY di PichiAvo che ha aperto ufficialmente la quarta edizione di Memorie Urbane.

La potenza del linguaggio classico dissacrato, o meglio “decostruito” per citare le parole degli artisti, e trascinato in una dimensione contemporanea è la sfida colta dagli artisti che a Fondi presenteranno un nutrito numero di opere, molte delle quali preparati appositamente per l’esposizione italiana.

Un curioso modo di mettere in relazione l’arte con lo spazio urbano e in particolare gli aspetti legati alla sua storia e “memoria”. Questo inedito legame con la parola chiave del festival ha trasformato l’occasione espositiva in una vera e propria esplosione artistica e creativa che sta contagiando tutti gli addetti ai lavori in vista dell’inaugurazione del 7.

La promessa degli artisti è che ci faranno “immergere” nelle tre età di Bacco, riscoprire in chiave contemporanea, l’iconografia delle monete dell’Impero Romano, una versione inedita della Pietà e numerosi bozzetti preparatori, dalla grande carica suggestiva.

In occasione della mostra è stata realizzata una Giglèe/Fine Art a tiratura limitata di una delle tre opere chiamate Età di Bacco, che sarà possibile acquistare negli spazio della Basement Project Room a Fondi il giorno dell’inaugurazione e poi nei giorni successivi anche on line su www.streetartplace.com

Il vernissage è stato arricchito dalla degustazione del vino rosso dell’azienda biologica TreeFarm, un modo per legare l’arte al territorio e per rendere onore al dio Bacco!

Pichi&Avo_Fondi_AriannaBaronefoto_bassarisoluz

LEVALET – CROSSING

Fondi – Basement Project Room – dal 30-04 al 08-06-2015
A CURA DI DAVIDE ROSSILLO

levalet_mostraCharles Leval al secolo Levalet ci trasporta con i suoi interventi di poster art in un diverso quotidiano, che spesso ci fa sorridere e ci fa riflettere, una street art o meglio urban art a dimensione di uomo, meno maestosa dei muralisti che cercano muri sempre più grossi per affermare il loro valore. Levalet a dimensione d’uomo si è arrampicato fino ad arrivare in cima, sù nel gota degli artisti più interessanti e richiesti di questi anni. Noi siamo stati i primi a crederci, il nostro era stato il primo invito ad esprimersi fuori dalle mura cittadine di Parigi in un festival internazionale, e ci aveva subito entusiasmati lasciando un ricordo molto vivo e forte. E’ tornato per il secondo anno consecutivo con un’altra prima italiana per noi di Memorie Urbane, la sua prima mostra sulla penisola e il suo primo intervento al mondo senza poster, un intervento nel centro storico di Fondi che ci conferma le sue abili qualità.