Lula Goce, galiziana, classe 1976, apprende la natura dalle spiagge dov’è nata, poi si forma come pittrice ed esplora molti mezzi, dal video alla fotografia, fino alla performance. Insegna all’Università e si occupa di progettazione culturale.
Il sentimento della natura abita i muri che dipinge come un monito.
Abbiamo parlato con lei dopo l’esperienza con Memorie Urbane Festival 2017, per il quale ha realizzato il suo primo intervento italiano a Terracina, presso la scuola Giovanni Paolo II.

Il tuo lavoro sembra suggerire una via per sopravvivere nelle città tra cemento e non-luoghi. L’arte ha il potere di rigenerare i luoghi?
Sì, lo spero. Siamo immersi in luoghi inanimati privi di vita e buone vibrazioni. Spero che l’arte possa portare un po’ di umanità suggerendo alle persone di sentire che siamo parte della natura e che abbiamo l’obbligo di prendercene cura. Voglio dire che le nostre vite sono piene di cose cattive, la tv e i media si concentrano su episodi gravi e notizie di violenza ed io rivendico la bellezza e le cose semplici per enfatizzare la nostra umanità: abbiamo bisogno di essere felici e di sentire cose felici, e questo implica di percepire la natura intorno a noi.

Prima di approdare alla street-art sei passata dai graffiti? Che relazione hanno col tuo lavoro?
No, vengo dal campo delle belle arti, il muralismo mi è sempre piaciuto e i miei progetti all’università si sono sempre rivolti al campo della pittura sui muri, dell’arte effimera e degli interventi nello spazio urbano con elementi minimi e materiali poveri.

Da dove proviene il tuo immaginario?
Dalla mia realtà immediata, i modelli sono persone che conosco o che ho incontrato in altri paesi o per le strade. Faccio delle foto e le monto in dei collages insieme ad elementi naturali.

Qual è il ruolo del gesto nel tuo lavoro?
Il gesto più importante è quello delle persone che disegno, solitamente fanno qualcosa e sono connessi a quell’ azione, noi siamo semplici spettatori. Sono concentrati nella loro attività, sono seri. E stanno facendo qualcosa di strettamente collegato allo spazio in cui si trovano.

Sei appena tornata da Terracina. Cosa hai trovato e cosa lasci?
È stata una bella esperienza davvero, le persone dell’organizzazione sono fantastiche e realmente coinvolte nell’arte urbana. E gli abitanti di Terracina hanno dimostrato grande interesse durante tutto il processo, la risposta è stata davvero piacevole.

Quale memoria preservare e per chi?
Solo una memoria naturale, questo voglio e spero per le persone che si occupano di arte sui muri. Un sentimento naturale di una vita naturale, conscio e pieno di amore per la gente intorno. Lo voglio per me e per gli altri.

In collaborazione con la galleria Street Art Place Lula Goce ha realizzato due serigrafie a 5 colori in edizione limitata e finite a mano, dal titolo Natura I e Natura II, stampate su carta Cordenos Coqueror 320gr, dimensione 60x 60 cm.

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Articolo di Serena Montanaro.